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Le lucciole all'improvviso di Vanessa Navicelli - recensione

16:39

"Il 1941 è un anno di attesa e speranza forzata.
“È una guerra stupida” sbotta Luisa.
“Perché, ci sono guerre intelligenti?” osserva Annamaria, malinconica." 
 
Mentre la Seconda Guerra Mondiale stende la sua ombra gelida sull’Europa, devastando città e cuori, le sorelle Annamaria e Luisa si ritrovano a dover diventare grandi troppo in fretta. 
Orfane di padre e con la paura sempre dietro l'angolo, la loro crescita sembra una sfida impossibile. Eppure, tra le crepe di un mondo che crolla, germoglia la speranza, come una lucciola in grado di illuminare il loro cammino. Grazie alla forza instancabile di mamma Rosa e a molteplici persone disposte a dare una mano, le due sorelle scopriranno che nessuno si salva da solo. 
 
 
Stiamo parlando del quarto romanzo della Saga della Serenella di Vanessa Navicelli, intitolato Le lucciole all'improvviso. Autoconclusivo e indipendente dai precedenti anche se la storia dei personaggi prosegue dai romanzi precedenti.
 
Prezzo cartaceo 12,99€/ Prezzo e-Book 3,49€ per un totale di circa 274 pagine.
Il coraggio delle donne 
 
“La mia vita è ed è stata piena d’amore, grazie a Fausto” le risponde Rosa, con la sua solita dolcezza. “Quand’ero felice non mi veniva certo in mente di dire: ‘Signore, è troppa questa felicità, dammene meno!’ E allora, adesso, sarebbe ingiusto lamentarmi con Lui perché il dolore è troppo."

Il paesino emiliano in cui abitano le due giovani donne con la madre si è ormai spopolato di uomini e così casa loro: il padre Fausto è stato ucciso dai fascisti, il fratello Giacomo è rifugiato sui colli con i partigiani.
Annamaria, Luisa e Rosa, però, resistono. La prima partecipa a manifestazioni contro i soprusi, la seconda insegna ai più piccoli tenendoli al riparo da indottrinamenti del regime. Rosa, dal canto suo, è la forza della casa, il sostegno delle sue figlie e non si tira indietro quando si tratta di dare una mano a chiunque ne abbia bisogno. Anche quando il rischio è davvero alto.
Insieme a loro tantissime altre donne combattono a modo proprio violenze, ingiustizie e tutto il regime per scalfirlo dall'interno a poco a poco. 

Un luogo che sa di casa
 
“Che gioia mi dà tutto il buono che c’è in questa famiglia” commenta don Franco, commosso. “Sapete, mi sto rendendo conto adesso che… Forse ho commesso un piccolo peccato di egoismo. Forse, oggi, sono venuto più per me che per voi. Con tutto l’orrore e l’odio che c’è là fuori, avevo bisogno di respirare l’aria di questa casa.” E il parroco fa un lungo respiro, a occhi chiusi.
 
Nessun luogo è sicuro in tempi difficili come quelli dominati dalla guerra, eppure ci sono mura che trattengono quanta più serenità possibile nonostante tutto.
La casa di Rosa è calore, amore, accoglienza, condivisione, pasti caldi, abbracci e sorrisi per chiunque ne abbia bisogno. 
La porta è sempre aperta e una mano non si rifiuta a nessuno.  
 
La speranza nel futuro

“Aiutare voi due, per me, vuol dire investire sul futuro. È come piantare dei semi di speranza. E quando germoglierete… Oh, ragazzi miei! Sarà uno spettacolo magnifico. Ed io avrò il privilegio di poter essere in prima fila ad ammirarlo e a goderne… La guerra ci ha tolto tanto, troppo. Ma dipende solo da noi non perdere la voglia di sperare e impegnarci per migliorare le cose.”
 
Nei racconti della Navicelli non c'è mai solo tristezza e paura e non si cede mai allo sconforto: i suoi romanzi parlano sempre di tenacia, di resilienza, di una forza che impedisce di arrendersi e spinge a impegnarsi per un futuro migliore.
La scrittrice insegna anche ad avere pazienza, ad aspettare, a vivere il momento assaporandone tutto il bello possibile. Ci insegna ad amare il silenzio, a tornare a guardare le nuvole per riconoscervi forme e figure, a prenderci del tempo per fermarci e vivere la vita a respiro lento.
 
Lo stile 

La poesia nelle parole di Vanessa Navicelli è come una musica che accompagna il lettore fino alla fine, cullandolo e ispirandolo. Ci sono detti antichi, saggezza popolare, sapori e odori che ricordano la casa dei nonni, le gite in campagna e le fotografie in bianco e nero.
Anche questa volta il suo romanzo ci ha lasciato emozioni e riflessioni che difficilmente andranno via dalla mente, come lucciole in grado di illuminare i sentieri più bui. 

“C’è un coraggio antico nelle lucciole: quello di mostrarsi luminose quando tutto intorno è buio.”
 
 
La Saga della Serenella
 
Se vuoi recuperare tutta la saga, ecco la lista completa e le nostre recensioni: 
 

Non ci resta che ringraziare ancora una volta Vanessa che, con tanta pazienza, ci ha affidato un altro romanzo della saga attendendo il nostro parere. Grazie per tutto quello che ci doni con la tua scrittura!

Alla prossima lettura. 

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