Venezia. Inizio Seicento.
Figure enigmatiche si aggirano per le calli e il clima si fa sempre più tetro. Il rischio di una guerra incombe sulla Serenissima e diverse sono le forze coinvolte: tra i veneziani si mescolano francesi, spagnoli, avventurieri di ogni sorta. E poi c'è lui, El Caigo. Lo spettro di Venezia, che ripara ingiustizie e vendica soprusi. Riuscirà a sventare la congiura ordita contro la città dei profumi e degli inganni?
La congiura delle vipere di Matteo Strukul (edito Newton Compton Editore) dà inizio a una nuova appassionante serie con protagonista la città di Venezia tra storia, avventura, amore e mistero.
Venezia: protagonista indiscussa
[...] percepiva il respiro di Venezia: lento, dondolante e però, in qualche modo, feroce. Perché al di sotto di quella calma apparente, della superficie liquida e scura, qualcosa incancreniva e guastava la pace, proprio come un rettile, una vipera in attesa e pronta a colpire.
Era quello il fascino maledetto della Serenissima. Quella sua natura sfuggente, impalpabile quasi fosse una fantasmagoria, una nuvola di nebbia pronta ad alzarsi per svelare il mistero celato. Venezia era cangiante proprio come le luci che si allungavano in quell’istante, scintillanti e mutevoli sull’acqua nera. Riflessi, barbagli, chiarori che facevano perdere definizione alle linee e, ugualmente, ombre pronte ad avvolgere i contorni che apparivano nitidi solo per un attimo.
Sin dalle prime pagine del romanzo emerge chiara l'immagine della città in cui si svolgono gli eventi. Uno sfondo ben descritto, quindi? No, una città viva e protagonista di ogni vicenda che affianca i personaggi accompagnandoli nelle loro "imprese".
El Caigo, la nebbia, è colui che più incarna il carattere evanescente, misterioso eppure presente della città , quasi come ne fosse la sua espressione umana.
El Caigo
«Giunge voce che agisca solo per raddrizzare i torti e proteggere gli indifesi. Una specie di Spettro di Venezia».
«Un giustiziere!», esclamò il doge.
«Per l’appunto».
«Ma se aveste ragione, sarebbe ancora peggio. Un uomo che amministra la giustizia in base alla propria volontà potrebbe perfino pensare di sostituirsi alle istituzioni».
«Anche questo è vero. E tuttavia…».
«Tuttavia?»
«Tuttavia il popolo sembra adorarlo», osservò l’inquisitore Barbaro. «Per quanto assurdo, quel nome fa presa sull’immaginazione delle persone».
Sfuggente, difficile da rintracciare e riconoscere. Nessuna ha mai visto il suo volto né sa il suo nome. Eppure è l'uomo "più in voga del momento". All'inizio si fa giustizia da sé, finché si mette a disposizione della città per sventare la minaccia che incombe su di essa.
È un'ombra, uno spettro. Eppure è in grado di provare emozioni e restare invischiato in un sentimento inaspettato... Ma amore, guerra e responsabilità possono combinarsi insieme senza mettere a rischio la vita della donna desiderata?
Non aveva mai pensato di darsi un nome ma il fatto che le sue azioni, a volte anche estreme e crudeli, non passassero inosservate di certo non gli dispiaceva. Anzi, poter essere considerato una sorta di fantasma in grado di proteggere la Serenissima lo lusingava, anche perché, a essere sinceri, era proprio quello il suo intendimento. Venezia lo aveva salvato molto tempo prima e ora lui voleva ripagare il proprio debito per tutti i giorni che Dio, o chi per lui, gli avesse dato da vivere.
La congiura di Bedmar e il romanzo storico
Le vicende partono da un fatto storico molto controverso, la congiura di Bedmar del 1618. Fu un tentativo di capovolgere la Repubblica di Venezia per trasformarla in una sorta di provincia spagnola ma... accadde davvero?
Strukul ci fornisce al termine del romanzo una bibliografia specifica che ha consultato ai fini della stesura del libro e afferma che dal punto di vista veneziano la cospirazione vi fu, dalla prospettiva spagnola si sostiene invece che si trattò di una macchinazione della Serenissima, al solo scopo di smantellare la rete di spie del marchese di Bedmar per allontanarlo dalla città .
Partendo da questo presupposto il romanzo può in ogni caso definirsi storico grazie alla puntigliosa ricerca sul Seicento veneziano e tutto ciò che lo riguarda. Le ricostuzioni di ambienti, personalità , cariche, botteghe, laboratori di profumi e intrighi sono tali da sembrare di essere catapultati indietro nel tempo.
E poi c'è quella buona dose di thriller che arrichisce a dovere le vicende rendendo la trama avvincente e incalzante.
Gli altri personaggi
I personaggi nel romanzo sono davvero tanti, non saremmo riuscite a ricondurre i nomi al personaggio di volta in volta se non ci fosse una lista a inizio libro (utilissima!).
Tra i nostri preferiti (oltre a El Caigo, si intende) naturalmente l'Invelenada, tra le figure oscure più affascinanti. E poi Rea, la giovane greca che diventa un'abile profumiera grazie al muschier Marco Barbaran, e naturalmente Chiara Varotari, pittrice padovana di notevole fama e bravura.
Quest'ultima ci ha incuriosito parecchio (da amanti dell'arte) perché non ne avevamo mai sentito parlare. Le donne artiste note sono pochissime rispetto agli uomini e ogni volta è sempre una bella scoperta!
Lo stile
Matteo Strukul è uno dei romanzieri che più amiamo quando si tratta di storia, mistero e thriller! Da anni seguiamo le sue uscite e mai un suo romanzo ha deluso le nostre aspettative.
Ha uno stile coinvolgente, appassionato e mai banale. Non annoia anche nelle "parti più storiche" e lascia sempre curiosità sparse qui e lì che ci spingono a fare altre ricerche. Ma in fondo a noi la storia piace parecchio e ricostruire il passato più autentico è una vera e propria passione (deformazione professionale da archeologhe!)
Se vi va di leggere altro di Matteo Strukul, noi vi consigliamo:
- Paolo e Francesca (trovi una breve recensione qui)
- Marianna
- L'oscura morte di Andrea Palladio
A noi non resta che ringraziare la casa editrice per la copia omaggio e Matteo per averci regalato nuovamente una storia intrigante.
Alla prossima lettura!

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