Bisogna morire per poter rinascere. Lasciare il vissuto per scrivere il futuro, liberare il vecchio affinché il nuovo possa trovare lo spazio necessario. Ed è un circolo continuo. Quello che oggi risulterà nuovo presto si trasformerà in zavorra di cui ci libereremo per alleggerire il percorso dell'esistenza. La rigenerazione. La vita non è sempre come ce la siamo...
Il mare, il sole e i tuffi...sì noi li sogniamo già. Ecco perché vi parliamo di un brand che ci fa pensare a tutto questo. Si tratta di Maria Guaranà, un brand nato in Brasile, nello stato di Santa Catarina, con il desiderio di produrre bikini che riflettano la femminilità e la bellezza delle donne garantendone anche la...
"Vado verso la natura per essere cullato e guarito, e avere i miei sensi messi in ordine." La Natura per tutti noi è tutto ciò che associamo alla pace, alla freschezza, alla purezza e alla serenità, eppure spesso ci dimentichiamo di lei, la calpestiamo, cerchiamo di piegarla ad un ordine umano a lei contrario. È bello, però, scoprire...
Sibari, una della colonie greche più antiche fondate sul nostro territorio italiano, ci ha lasciato preziose testimonianze di un passato che desta tutt'oggi uno straordinario interesse tra archeologi e studiosi di ogni dove. E se si mettesse insieme il suo aspetto archeologico, il suo fascino attuale e un buon libro pieno di ricerche e mistero? Nasce così il...
Questa è la vita degli uomini: l'uomo è una specie di tabula rasa e tutto ciò che lo tocca o con cui entra in contatto, diventa parte, in positivo o negativo, del suo essere. Siamo spugne, assorbiamo gli input che i nostri organi sensoriali captano dall'esterno e da cui siamo cambiati irrimediabilmente.
Sono le cosiddette esperienze a renderci le persone che siamo una volta raggiunta una certa età, che siano belle o assolutamente negative segnano le nostre esistenze e condizionano le nostre scelte. Questo ci insegna Emma Braccani, la protagonista dell'omonimo romanzo di Giulia Bacchetta.
È solo una ragazzina di quattordici anni, cosa potrà mai saperne della vita e dell'esperienza, si direbbe. Nulla, in circostanze normali, ma la sua famiglia non ha nulla della normalità delle altre famiglie: il padre ha un'amante, la madre è succube degli ordini di lui e ne subisce le violenze, lei e sua sorella Marta devono sottostare a regole e punizioni come fossero ad Alcatraz. Questo precario equilibrio perdura finché tutti iniziano a procedere per via legali (divorzio, denunce, assistenti sociali e avvocati), purtroppo in un contesto così invaso dalla corruzione che diventa impossibile sperare che la verità possa vincere alla fine.
È solo una ragazzina di quattordici anni, cosa potrà mai saperne della vita e dell'esperienza, si direbbe. Nulla, in circostanze normali, ma la sua famiglia non ha nulla della normalità delle altre famiglie: il padre ha un'amante, la madre è succube degli ordini di lui e ne subisce le violenze, lei e sua sorella Marta devono sottostare a regole e punizioni come fossero ad Alcatraz. Questo precario equilibrio perdura finché tutti iniziano a procedere per via legali (divorzio, denunce, assistenti sociali e avvocati), purtroppo in un contesto così invaso dalla corruzione che diventa impossibile sperare che la verità possa vincere alla fine.
La sensazione principale che questo romanzo mi ha lasciato è una profonda amarezza e un senso di impotenza nel fronte a certe situazioni che purtroppo sono reali nella nostra società. Una famiglia che viene distrutta dalle azioni di un uomo violento, arrogante e assolutamente insensibile ai bisogni della moglie e delle figlie è probabilmente all'ordine del giorno ormai. Ma vivere gli avvenimenti, attraverso le parole di una ragazzina intelligente e perspicace e allo stesso tempo piena di timori, catapulta in un mondo di sofferenza tra l'adolescenza spezzata e il desiderio, spesso represso, di spensieratezza giovanile.
Ecco perché la frase per eccellenza di Emma, nonché titolo del libro, è "Perché io non posso": la ragazzina non va alle feste, rinuncia alle uscite con i compagni, evita di instaurare relazioni più forti con le amiche e sopratutto con i ragazzi. Anche quando qualcuno di speciale si accorge di lei, la necessità di nascondere la propria storia e i propri sentimenti è più forte.
Ho amato così tanto questa ragazzina capace di capire di più di tutti gli altri, di essere più sagace persino degli adulti, e di imparare a badare a sé stessa, tanto quanto ho odiato Roberto, il padre, figura che non può neanche essere definita uomo. Mi è rimasta impressa la frase che Emma pronuncia davanti alle assistenti sociali, riferendosi al padre:
"Se adotti un cane pensi che sia sufficiente dargli una ciotola di cibo e un po' d'acqua fresca? Che non serva altro?"
Ci sarebbe davvero tanto da dire su questo bel romanzo, ma per non dilungarmi troppo e svelare il resto della storia concludo qui. Vorrei elogiare Giulia Bacchetta per la sua autopubblicazione che rende questo romanzo speciale, perché è il frutto della bravura di una donna che da sola è riuscita ad essere scrittrice e editor di una storia ben scritta. E in ultimo la ringrazio per avermi dato l'opportunità di conoscere la sua Emma e di condividere con lei emozioni e sofferenze, immedesimandomi come non pensavo di poter fare.
Vi lascio con un'ultima citazione dal romanzo, che riassume a pieno una prospettiva della vita che condivido:
"Nel corso della mia vita ho conseguito diverse lauree: in filosofia, in teologia, in psicologia e in lettere classiche. Per quanto possano ampliare la mente e lo spirito, ricorda che siamo uomini e nessun libro o titolo potrà sostituirsi alla capacità di capire il mondo e gli uomini che solo un cuore buono è in grado di avere".
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