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I ragazzi del "Bambino Gesù" - recensione

15:48

A volte mi chiedo come mai non riusciamo a goderci a pieno la vita, come mai ci buttiamo dentro un burrone di sconforto e non riusciamo a vedere un bagliore di positività nella nostra vita. La verità è che forse abbiamo paura, abbiamo tante paure. E una delle più grandi e devastanti è la malattia.
Non la semplice influenza, ma una condizione di salute grave e con grosse difficoltà di guarigione. Solo l'idea di avere qualcosa di grave o di dover sopportare che una persona a noi cara si ammali, è insostenibile: non siamo capaci di vederci/vederla soffrire e vivere una non-vita fatta solo di medici, ospedali e cure. Ma possiamo soltanto deprimerci e mollare di fronte a una situazione simile? La malattia può e deve necessariamente essere un tabù, o peggio un incidente da dimenticare in fretta e nascondere agli occhi del mondo?

Roberto, Klizia, Annachiara, Flavio, Giulia, Caterina, Sabrina, Simone, Alessia e Sara sono i giovani protagonisti del libro I ragazzi del "Bambino Gesù" - ospedale pediatrico di Simona Ercolani (casa editrice Rizzoli). Sono bambini e adolescenti che improvvisamente vedono i loro sogni infrangersi e malattie gravi irrompere nelle loro vite. Come si fa a dire a un bambino che, per un tempo non definito, non potrà nuotare, ballare, correre o semplicemente stare all'aria aperta in mezzo alla gente? E come reagisce un bambino di fronte ad una situazione simile? Ha paura, esprime la rabbia nei confronti del mondo, si chiede il motivo per cui questo amaro destino ha scelto proprio lui, vorrebbe semplicemente chiudere gli occhi e svegliarsi "normale" come tutti gli altri.



Ci sono le piccole malattie, i raffreddori, i digiuni di protesta o da gastroenterite. Poi ci sono le grandi malattie, quelle che obbligano a essere ricoverati all'ospedale. [...] Le grandi malattie sono un terremoto esistenziale. Per tutti. E ripartire richiede grande forza. Passo dopo passo [...].

Per non parlare, poi, delle rispettive famiglie: mamme, papà, nonni e parenti tutti che devono accettare le nuove condizioni del proprio piccolo e tenere alto il morale e tenere duro perché piangere e soffrire in una simile situazione non fa che peggiorare le cose.

E allora a volte è il bambino malato a manifestarsi più forte di tutti: all'interno del libro ciascun bambino ci dona un insegnamento grazie alla sua forza di volontà, guidata certamente dall'amore di genitori e amici e dalla determinazione a riprendersi la propria vita, nonostante i momenti di delusione e paura.
Perché la malattia non è bella, non permette di vivere la propria vita come si vorrebbe, ma allo stesso tempo diviene un mezzo per capire chi realmente è capace di starti accanto e per capire quanto si desideri raggiungere il proprio sogno!

Una delle cose certamente più significative, oltre all'insegnamento del libro in sé, è che il ricavato dei diritti di autore sarà devoluto per la ricerca Scientifica dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù.
Potete, quindi, acquistarlo qui per portare con voi questa bella lettura in vacanza o semplicemente al mare, con la consapevolezza di essere anche d'aiuto in una ricerca così importante!



Nonostante le tematiche forti e l'iniziale titubanza verso questo genere di lettura, siamo davvero contente di aver letto il saggio della Ercolani, un libro così vero, così pieno di realtà e umanità come pochi!

Buzzoole

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1 commenti

  1. sembra molto interessante questo libro, peccato non avere tempo di leggere in questi mesi
    Alessandra

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